Internazionale

Prematuro – Dan Savage – Internazionale




16 settembre 2020 17:06

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono un eterosessuale che frequenta una donna da meno di quattro mesi. All’inizio tra noi c’era leggerezza, ma la situazione si è presto appesantita. Dopo due settimane mi ha rivelato di avere seri problemi di ansia da abbandono, poi ha cominciato a chiedermi se davvero la amavo e a farsi promettere che non me ne sarei andato e “che non sarebbe stata solo un capitolo” della mia vita. Il mese dopo ho conosciuto il figlio di sette anni, i genitori e il suo ex. Poi c’è stato un allarme gravidanza, e mi ha detto che se fosse stata incinta lo avrebbe tenuto per farmi rimanere. Lì mi sono preoccupato. Ho sottolineato che stavamo insieme da pochissimo tempo e che per nessuno dei due era un buon momento per avere un figlio. Per fortuna non era incinta. Già prima di quell’episodio, il mio corpo aveva cominciato a manifestare segnali di ansia: stomaco sottosopra, notti insonni, perdita di appetito, eccetera. Allora ho raccolto tutto il mio coraggio (conversazioni del genere per me sono estremamente difficili) e le ho detto che non potevo più andare avanti. Lei si è messa a piangere e mi ha implorato di darle una seconda possibilità. Alla fine mi sono fermato a casa sua per tutto il weekend e ho accettato di rimanere insieme. Ma non ero contento. Quando infine sono tornato a casa mi sentivo ansioso, confuso, svuotato e avvilito. Ho cercato di nuovo di chiudere dopo aver parlato con il mio terapista, ma lei non vuole sentire ragioni e non fa che ripetermi che ho giurato di amarla davvero. Detesto la situazione e mi sento in colpa per suo figlio. Hai idea di come smantellare il tutto? O devo solo scappare?

– Passionate Reassurances Extracted So Soon Undoes Relationship Exit

Come anni fa spiegai a una lettrice in una situazione simile…

“Il consenso dell’altra persona va chiesto prima di baciarla, leccarla, scoparla, sculacciarla, dormirci a cucchiaio, sposarla, metterle il collare, eccetera. Ma per lasciarla non serve. Lasciarsi è l’unico aspetto della nostra vita sentimentale in cui il consenso è irrilevante. È rilevante la sofferenza dell’altro, certo, e quando chiudiamo una relazione dobbiamo essere più delicati e compassionevoli possibile (tranne quando si tratta di scaricare una persona violenta, nel qual caso contano solo l’incolumità personale e la cura di sé). Per lasciare, però, il consenso non serve”.

Dille che è finita, PRESSURE, e senza lasciare margine di trattativa sul fatto che sia finita o meno. È finita. Se ha bisogno di una spalla su cui piangere, dovrà chiamare un’amica. E se tira di nuovo in ballo le promesse che le hai fatto quando dopo due settimane di frequentazione ti ha “rivelato” le sue ansie da abbandono, scusati di non essere stato abbastanza forte da resistere al suo palese – per quanto forse inconscio – tentativo di manipolazione. Non doveva chiederti di giurarle amore eterno dopo così poco tempo, e tu non dovevi promettere quel che hai promesso. Non dicendole che per certe cose era troppo presto – troppo presto per dire “ti amo”, troppo presto per sapere se lei sarebbe stata un capitolo della tua vita, troppo presto per conoscere suo figlio (!), i suoi genitori (!!) e il suo ex (!!!) – hai sbagliato sia con lei sia con te stesso.

Chi chiede prematuramente rassicurazioni sull’eternità dell’amore, come chi chiede prematuramente qualsiasi impegno, lo fa per rendere più difficile l’abbandono del rapporto. Non per sé, naturalmente: quella persona è sempre libera di andarsene. E anche se non definirei quello della tua ragazza un abuso psicologico, spesso le richieste di impegno premature sono un campanello di allarme di futuri abusi; se una persona ti chiede di impegnarti dopo qualche settimana o qualche mese – andando a vivere insieme o adottando un cane o (Dio non voglia) sposandosi – diventa immensamente più difficile andarsene quando la maschera cala, rivelando la natura manipolatrice che c’è dietro. Ripeto, non penso che la tua ragazza sia quel tipo di persona, ma ha usato le sue insicurezze come arma (Piacere di conoscerti, ora ti dico delle mie ansie da abbandono!) per estorcerti quello che era a tutti gli effetti un impegno prematuro. E nel suo tentativo ha coinvolto anche il figlio, cosa davvero spregiudicata. Quello è colpa sua, PRESSURE, non tua. Ma tu avresti dovuto rifiutarti di incontrare il figlio così presto, e riconoscere un campanello di allarme nel suo desiderio di presentartelo.

Impara la lezione, PRESSURE: se una persona che hai appena cominciato a frequentare ti chiede “Mi amerai per sempre?”, la risposta giusta non è “Ma certo!”. La risposta giusta è: “Mi sembri una splendida persona e voglio continuare a vederti, ma non possiamo sapere – in questo momento – che cosa riservi il futuro”. Se lei ti risponde “Sai che c’è? Hai ragione”, continua a frequentarla. Se la reazione è una crisi di nervi con confessione di ansie da abbandono, be’, ti avrà dimostrato che è meglio non progettare un futuro insieme.

Da ultimo, sulla questione del conoscere i figli che un nuovo partner ha avuto da una relazione precedente, io la penso come Amanza di Selling sunset: devono passare da un minimo di sei mesi a un anno di frequentazione – bisogna aver abbondantemente superato la fase luna di miele, se non già inaugurato quella “scoreggiarsi di fronte” – prima di essere presentati ai figli del nuovo partner.











(Illustrazione di Francesca Ghermandi)




Sono un uomo etero di 32 anni che frequenta una donna etero di 31. Ci vediamo da otto mesi, e abbiamo “ufficializzato su Facebook” (se si fa ancora) a giugno. È per entrambi la prima relazione seria dopo due matrimoni relativamente lunghi e i rispettivi divorzi (io: otto anni, due figli. Lei: dieci anni, niente figli). Volevo chiederti quand’è che il sospetto – di tradimento – diventa una cosa di cui bisogna parlare. Io di solito parlo di tutto quel che mi succede, cosa che lei dice di apprezzare ma a cui non è abituata. È una persona molto indipendente, come non mi era mai capitato prima. È una piacevole novità sapere che la mia compagna ha amicizie sue, ma a tratti mi ritrovo davanti un muro. A volte, quando le chiedo dove o con chi è, ricevo risposte vaghe o nessuna risposta. Mi dice spesso di aver “per sbaglio” disattivato le notifiche. A volte dice che rimane a casa e poi scopro che è uscita. Forse prendo le cose troppo sul serio, considerato da quanto tempo stiamo insieme, ma mi sento in dovere di prenderle sul serio perché di mezzo ci sono dei bambini.

– The Absent Girlfriend

Lettura impietosa: il tuo presentimento è giusto e la tua nuova ragazza fa l’evasiva su dove e con chi è perché ti tradisce.

Lettura compassionevole: la tua nuova ragazza ha 31 anni, è stata sposata per dieci e vi frequentate da otto mesi. La matematica non è mai stata il mio forte, ma supponendo che il suo matrimonio non sia finito cinque minuti prima che vi conosceste, TAG, dev’essersi sposata molto giovane. Il che vuol dire che da quando è adulta – quasi tutto il decennio 20-30 anni, e forse parte dell’adolescenza – ha sempre dovuto rispondere a un coniuge. Solo da poco ha scoperto l’autonomia di cui quasi tutti godiamo prima di sposarci e metter su famiglia (se ci sposiamo e mettiamo su famiglia), TAG, e forse è restia a rinunciarvi così poco tempo dopo averla ottenuta.

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Potrebbe anche avere un’altra idea di cosa vuol dire “ufficializzare su Facebook”. Significa essere monogami? Se sì, lei intende la monogamia come la intendi tu? E ancora: ufficializzare su Facebook è stata un’idea tua o sua? Le hai chiesto di impegnarsi prima del tempo? Vi vedete solo da otto mesi, potresti aver coinvolto i figli troppo presto?

Mi sembra chiaro che tu e la tua ragazza dovete parlare – se riesci a farti rispondere – delle aspettative e dei presupposti di ciascuno. Se tu ti aspetti che ti dica sempre dove si trova e con chi, TAG, dillo chiaramente. Ma se te lo aspetti, be’, spero tanto che ti molli. Perché se anche viveste insieme, se anche foste sposati, se anche lei con te volesse passarci la vita, la tua ragazza avrebbe comunque diritto a un po’ di privacy e alla sua autonomia.

(Traduzione di Matteo Colombo)



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